Nidi di tartaruga: cosa fare?

Presentata la guida ARPAL e GLIT per la tutela dei siti di riproduzione di Caretta caretta in Liguria.

Le nidificazioni di Caretta caretta lungo le coste liguri rappresentano un fenomeno in costante crescita e una nuova sfida per la tutela della biodiversità marina e la gestione sostenibile delle spiagge.

Negli ultimi anni, infatti, l’area di deposizione della tartaruga Caretta caretta si è progressivamente spostata verso nord: in Liguria nel 2025 sono stati rilevati 12 nidi lungo le coste di tutta la regione.

Per informare cittadini, operatori balneari e amministrazioni sul corretto comportamento da tenere in presenza di possibili nidificazioni, ARPAL – Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Ligure – e GLIT, Gruppo Ligure Tartarughe, nell’ambito del progetto Talassa, hanno realizzato l’opuscolo “Nidi di tartaruga: che cosa fare?”, una guida pratica dedicata alla tutela e alla gestione dei siti di riproduzione di Caretta caretta in Liguria.

La pubblicazione fornisce indicazioni utili per:

* riconoscere le tracce lasciate dalle tartarughe marine;

* sapere come comportarsi in caso di avvistamento;

* comprendere le fasi di monitoraggio e protezione dei nidi;

* contribuire concretamente alla salvaguardia della specie.

In presenza di una tartaruga o di tracce riconducibili alla nidificazione è fondamentale:

* non disturbare l’animale;

* evitare luci dirette;

* mantenere la distanza;

* segnalare immediatamente l’evento alla Capitaneria di Porto (1530 – 112), che provvederà ad attivare il GLIT.

 

La sinergia tra enti, aree protette, associazioni, operatori balneari e cittadini è fondamentale per proteggere i nidi e favorire la sopravvivenza di una delle specie più rappresentative del Mediterraneo.

L’opuscolo “Nidi di tartaruga: che cosa fare? Guida per la tutela e la gestione dei siti di riproduzione di Caretta caretta in Liguria” è disponibile per la consultazione e il download sui canali ufficiali di ARPAL e dei partner del progetto oltre che qui nidi di tartaruga: cosa fare?